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I figli

E improvvisamente realizzai che non volere figli, che è lo scopo primario istintivo della nostra vita, è tipico anzi può essere tipico di chi ha perso traccia del suo istinto e del suo scopo primario, rendersi immortale e donare amore.

Oppure è volere vivere per sè. Il che implica considerazioni sul male e sul bene mica da poco.

La regola che ne esce è semplice: fare qualcosa solo quando ce la si sente. Ascoltarsi.

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musica

Oren Lavie – Her Morning Elegance

Sun been down for days
A pretty flower in a vase
A slipper by the fireplace
A cello lying in it’s case

Soon she’s down the stairs
Her morning elegance she wears
The sound of water makes her dream
Awoken by a cloud of steam
She pours a daydream in a cup
A spoon of sugar sweetens up

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
As it pours
And she fights for her life
As she goes in a store
With a thought she has caught
By a thread
She pays for the bread
And She goes…
Nobody knows

Sun been down for days
A winter melody she plays
The thunder makes her contemplate
She hears a noise behind the gate
Perhaps a letter with a dove
Perhaps a stranger she could love

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
As it pours
And she fights for her life
As she goes in a store
With a thought she has caught
By a thread
She pays for the bread
And She goes…
Nobody knows

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
As it pours
And she fights for her life
Where people are pleasently strange
And counting the change
And She goes…
Nobody knows

[Oren Lavie – Her Morning Elegance]

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Equilibrio

Non esiste il perfetto nel mondo cosiddetto reale, lo sappiamo. F = ma a parte per quei piccoli discostamenti che ci sono in ogni istanza fisica reale.

Ma allora come è possible l’equilibrio?

È un mondo tragicomicamente imperfetto, sfuggevole alle leggi pettinate della matematica filosofica imperante in biblioteca (wow la ho scritta davvero io?)

Nonstante ciò ci sono trottole che si reggono sulla punta, persone che trovano un equilibrio interiore, edifici che si reggono in piedi.

Gli equilibri teorici sono frutto di una forte equivalenza di forze contrapposte, o dall’assenza di queste.

Gli equilibri pratici, veri, la gioia, la morte, l’amore e le uova messe sulla punta più stretta su un piano inclinato, sono il frutto di una complessa e molto disordinata non equivalenza di imperfezioni, che passando dalla porta sul retro arrivano comunque qll’equilibrio, quello vero.

L’equilibrio, quello vero, è figlio di una sporca lotta tra imperfezioni che non si rosolve.

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E se avevamo capito tutto?

Un tuono mi ha svegliato, l’aria si fa più fresca e il vento inizia ad agitare gli alberi, si sentono già le gocce.

Che violenza, povera terra, il sesso è una cosa così poco romantica tra gli animali..

O anche tra la terra e il cielo. Apro un occhio, e se poi alla fine abbiamo davvero capito tutto? È ormai anni che agisco con il presupposto che la razza umana non abbia capito niente di niente, che sia tutto un rincorrere un concetto supremo di esistenza attraverso idee, opere di bene e genocidi.

Rincorrere un dirigibile con una bicicletta, senza saper andare in bicicletta (figuriamoci in dirigibile).

Se davvero avessimo capito tutto? I cristiani, per la precisione. Dio è un nonno eterno con la barba bianca, ha mandato suo figlio a salvarci dal peccato e un giorno ci giudicherà tutti, l’universo è una sua creazione e anche gli scienziati cmq ci hanno preso su tutto.

No seriamente, anche voi atei pensateci un attimo, va al di là della religione la cosa: se per un attimo pensiamo di essere davvero i fighi dell’universo, che le nostre menti non siano poi così piccole, che possiamo arrivare a comprendere Tutto e che ci stiamo arrivando?

Non sarebbe sconvolgente sapere che è così? Merda, si che lo sarebbe. Voilà, la realtà è reale ed è quella roba che dicevamo noi fin dall’inizio: atomi, evoluzione, Dio (cristiano) (ma piazzateci pure Shiva è sconvolgente comunque).

E se avevamo ragione noi?

E se avevamo capito tutto?

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Amalgama

Mentre li vivi i momenti sono così semplici, una successione omogenea di.. Cose? Una cosa spontanea, fluida e tanto elementare da non essere spiegabile. Una semplicità disastrosa e disarmante.

Poi passano però i momenti, e per il sistema planetario in cui siamo inseriti non funzionano più nello stesso modo: diventano ricordi, anzi diventano un casino per la precisione. Analisi, ricordi, cose, suoni, pezzi scomposti, che mentre vivevi dicevi sciallo, tutto qui.

Un dualismo notevole: oggi una torta, domani una ricetta con note e commenti a piè di pagina che la rendono effettivamente un casino, da pagarci psicologi notai avvocati e da chiedere consiglio agli amici.

Viviamo va’, che è giá tardi.

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Verità dei lavori concettuali

E forse nache di altri tipi di lavori, ditemi voi se vi ci ritrovate.

“You know, when you have a program that does something really cool, and you wrote it from scratch, and it took a significant part of your life, you grow fond of it. When it’s finished, it feels like some kind of amorphous sculpture that you’ve created.

It has an abstract shape in your head that’s completely independent of its actual purpose. Elegant, simple, beautiful. Then, only a year later, after making dozens of pragmatic alterations to suit the people who use it, not only has your Venus- de-Milo lost both arms, she also has a giraffe’s head sticking out of her chest and a cherubic penis that squirts colored water into a plastic bucket.

The romance has become so painful that each day you struggle with an overwhelming urge to smash the fucking thing to pieces with a hammer.”

Traduco per i meno bilingui:

“Sai, quando hai un programma che fa cose veramente avanti, lo hai progettato da zero, ha coinvolto una certa porzione della tua esistenza, ti è proprio piaciuto. Quando lo hai finito, sembra quasi una scultura amorfa che hai creato.

Ha una forma astratta nella tua mente, che è completamente indipendente dallo scopo che ha. Elegante, semplice, bella. Poi, appena un anno dopo, dopo che sono state fatte dozzine di alterazioni pragmatiche per andare incontro a persone che lo usano, non solo la tua Venere di Milo ha perso entrambe le braccia, ha anche un collo di giraffa che le spunta dal petto e un pene da cherubino che spruzza acqua colorata in un secchio di plastica.

Il romanticismo è diventato così doloroso che ogni giorno lotti contro un devastante bisogno di distruggere quel c*zzo di coso a pezzi con un martello.”

Grazie Napolux

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Articoli

Capisci che sei in un ristorante costoso quando un piatto che si chiamava ‘milanese con insalata’ diventa ‘La Milanese con Insalata’.

Povero portafogli.

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Il pianeta delle scimmie

Il pianeta delle scimmie. Da guardare ma proprio a manetta.

Quello vecchio, è il primo e finora unico film vecchio che mi sia piaciuto, effetti speciali ridicoli ma veramente effettivamente degno, per i miei umilissimi gusti.

E anche bel finale 🙂

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Il budino gigante

BCN, bacio romantico
In un impeto di passione, Tommi bacia Mauro sul collo trapassandogli il ventre con il braccio

Momento Amarcord: La maestra [non mi ricordo il nome] mi dava il budino.

All’asilo tutti i bambuini mangiavano lo yogurt, cosa molto buona e molto sana, tutti dovrebbero mangiare lo yogurt – che a me faceva cag*re nel senso che non mi piaceva proprio, così la cuoca (forse non era la maestra in effetti) mi portava in gran segreto in cucina e mi metteva seduto su una sediolina di legno, me la ricordo ancora, tipo ikea, non una sdia banale, davanti a un tavolino di legno in coordinato, girato verso il muro, e mi piazzava davanti un budino grosso come il Congo, che in altezza superava di gran lunga un punto che io potessi raggiungere con il cucchiano, e che mangiavo avidamente.

In seguito a una relativamente recente (10 anni fa) conversazione con la cuoca ovviamente il budino si è rivelato essere della grandezza di un bicchiere da davola, ma voglio ricordarmelo così, il mio amato budino gigante.

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Minimal trip

Sovraesposizione mon amour
Sovraesposizione mon amour

Su ispirazione di tommi dopo un viaggetto con lui posso iniziare a compilare una controlista di cose che portai in vacanza,e che furono pure troppe – se c’è anche acqua lungo il cammino e la possibilità di stendere panni ad asciugare (tipo, se non c’è un orso polare che vi sta inseguendo su un’isola) potete viaggiare per un tempo t indefinito alla stessa latitudine l.

Lo zaino, a differenza del caso del mio collega, è uno zaino e non un pacco dell’est ma i risultati sono confrontabili

La lista in questione è:

  • Spazzolino
  • Ck one
  • Gillette – il meglio di un uomo
  • 5 mutande
  • 3 calze
  • 5 magliette
  • 1 jeans
  • 2 pantaloni corti
  • 1 felpa
  • 1 paio di scarpe
  • 1 paio di infradito
  • 2 o 3 ricaricatori di apparecchi elettronici
  • gli apparecchi elettronici, ovvero macchina fotografica e telefono

Potevo non portare:

  • Ck one
  • 2 mutande
  • 2 calze
  • 2 magliette

Ho regalato alla spagna

  • 1 felpa
  • 1 telefono

Quindi a conti fatti, potevo partire con metà delle cose e non ne avrei ristentio, o ne avrei risentito di meno 🙂

Kudos.